Advertising Agency: Duval Guillaume, Brussels, Belgium
Art Director: Alison Anselot, Geert de Rocker
Copywriter: Tom Berth
Photographer: Gregor Collienne
Della campagna antidroga non even once, come sapete, ho già parlato, e non ho mai nascosto quanto l’abbia trovata efficace e adatta al target, anche nel linguaggio forte e deciso.
Oggi segnalo questo video, di una campagna sicuramente associata proprio a quelle nate nel Montana,e nello stesso tempo vi annuncio che sul sito di Not Even once è partita la campagna numero quattro, che focalizza l’attenzione sugli aspetti di maggiore inumanità che l’uso di metanfetamine può procurare.
Durante il Super Bowl 2008, il momento in cui la maggior parte degli Americani si ritrova davanti allo schermo, sintonizzati sullo stesso canale (qualcosa come il nostro Festival di Sanremo, almeno una volta, diciamo), per la prima volta nella storia del programma è stato mandato in onda questo spot da 30 secondi di natura sociale.
Il momento della pubblicità nel Super Bowl ha sempre avuto un ruolo cruciale, e vi è sempre stata estrema attenzione su cosa si potesse mandare in onda: questo piccolo spot curato dalla Casa Bianca e dalla Patnership for a free drug America verte sulla testimonianza quasi “documentaristica” di uno spacciatore ormai fallito.
Il motivo è presto detto: i ragazzini non acquistano più le sue merci, non ne hanno bisogno, trovano quello che serve loro direttamente in casa, e gratis…nell’armadietto dei medicinali, infatti, sempre più spesso c’è un self service di sostanze chimiche e alteranti a portata di mano.
Il pay off è “Teens don’t need a drug dealer to get high, safeguard your prescriptions. Safeguard your teens”
["Gli adolescenti non hanno bisogno di uno spacciatore per sballare, controlla le tue ricette, e salvaguarda i tuoi adolescenti"]
There’s no such thing as an old junkie.
Take back your future.
Focus Rehab Centre
Meth, metanfetamine, insomma, per un ottantenne.
In fondo, quando ne fai uso, sei ancora giovane…e credi che la tua vita possa essere così per sempre, che in fondo, il vizietto, ce lo si può portare fino alla tomba (senza riflettere sul fatto che alla tomba, se mai, ti porta lui).
La pubblicità recita che non esiste nulla come un anziano che si droga.
Chissà perchè.
Chiaramente si escludono i signor Agnelli, Keith Richards e compagnia bella..che probabilmente hanno fior di medici ad aiutari in and out their addictions.
Advertising Agency: Abbott Mead Vickers BBDO, London, UK
Copywriter: Bern Hunter
Art Director: Mike Bond
Photographer: Spike Watson
Rimanendo in tema, spulciando il sempre meraviglioso houtlust ho trovato un sito che tratta l’argomento droghe in maniera davvero inusuale.
Try drugs ha l’intento di portarti direttamente dentro il mondo degli effetti dei diversi stupefacenti, e vuole farlo attraverso lo schermo del tuo computer.
Ci riesce benissimo: provate a uscire dal tunnel della cocaina, ad esempio.
Vi consiglio di sbloccare i popup, e iniziare il trip.
E’ doveroso iniziare a parlare di pubblicità attraverso una campagna che mi è rimasta davvero impressa e che da mesi rientra tra i miei preferiti.
Nel Montana l’utilizzo di metanfetamine all’interno della comunità giovanile è altissimo, la metà delle presenze adulte in prigione è dovuta al consumo di questa droga che, tra le sue caratteristiche principali, annovera soprattutto una altissima capacità di assuefazione.
Il problema è stato affrontato da Thomas M. Siebel e il tuo team, che hanno creato una campagna diretta ad agire alla radice del problema: al consumo giovanile e alla prevenzione anche della “prima prova” della droga, la cui pericolosità viene proverbialmente sottovalutata da una gran parte degli adolescenti.
La campagna, a 360°, comprende diversi spot diretti alla stampa e alla televisione, mirando a coinvolgere tra il 70 e il 90% dei preadolescenti e degli adolescenti.
Il messaggio punta direttamente su fama, affetti e su ciò che hanno di più importante i ragazzi: un futuro nel quale non essere schiavi di niente e nessuno.
Riporto uno degli spot più conosciuti:
Tempo fa su youtube girava addirittura una parodia, dove un ragazzo rivedeva se stesso dopo lunghi anni di alimentazione a base di pizza, completamente sformato. Non riesco più a trovarne tracce,probabilmente l’hanno cancellato,se qualcuno lo trovasse, me lo faccia sapere.
Per informazioni complete e per vedere tutti gli spot e i progressi relativi a questo progetto, vi rimando al sito ufficiale