L’astensionismo, si sa, è una piaga del sistema elettorale Americano, e quest’anno come poche altre volte nella storia si sente la necessità di coinvolgere quanto più largamente possibile la popolazione, perchè almeno questa volta, qualcosa cambi, o si solidifichi definitivamente.
Diverse sono le tecniche comunicative delle campagne elettorali made in USA, e vanno oltre la semplice creazione di slogan (“Yes, we can”, ormai è spopolato al punto di essere quasi un normale intercalare qui, nella Vecchia Europa) o di manifesti elettorali.
L’astensionismo fa paura anche e soprattutto agli aspiranti presidenti, ed ecco spuntare una serie di iniziative ironiche e intelligenti per coinvolgere il qualunquista medio.
Qui trovate una serie di ottimi manifesti in grado di mostrare quanto dietro ad ogni tematica politica ci sia una intera problematica da capire ,analizzare, e rispetto alla quale prendere posizione.
(l’intero sito, per altro, merita una visita www.thingsarefine.org)
Qui invece, moltissimi voti noti, semplicemente, ti spiegano perchè non vale la pena votare:
Sempre convinta dell’utilità del movimento popolare contro i crimini verso il genere umano, e sempre sostenitrice di azioni di protesta come la scrittura di lettere indirizzate ai criminali che si vogliono combattere, questa volta Amnesty internetional lancia una campagna che si concentra sui calembour legati al vecchio gesto di leccare un francobollo, e a come questo, per esempio, lasciasse sulla lingua quel lieve retrogusto di colla.
E se quel retrogusto servisse a fare indietreggiare dittatori e violatori dei diritti umani?
Advertising Agency: Saatchi & Saatchi Southeast Asia Regional/Bangkok, Thailand
Executive Creative Directors: Steve Hough, Andy Greenaway
Creative Directors: Sumesh Peringeth, Joel Clement
Art Directors: Sumesh Peringeth, Brandy Vu, Linda Pham
Copywriters: Steve Hough, Joel Clement
Illustrator: Tran Thanh Truc
Photographer: Pier Laurenza, Teo Studio
Published: 15 March 2008
Un modo lento e inesorabile, come sappiamo tutti, di rovinarsi i polmoni.
Il centro di prevenzione contro il Cancro del Perù ce lo mostra con una serie di manifesti estremamente ironici che sviluppano diverse idee di suicidio-idiota.
Questa frase l’hanno usata in molti, dopo il primo, per riprendere il filo di un discorso che si è interrotto, e ho deciso di utilizzarla anche io.
Perchè quattro soldi non è stato aggiornato per quattro mesi?
Per quattro ragioni, ovviamente.
Ragioni di ordine professionale: l’università ha avuto la meglio su tutto, perchè era (ed è) la priorità assoluta. Dunque, lettori affezionati che finalmente rivedete vivere questo posto, cercate di capire che in alcuni momenti un vero uomo (tanto più una vera donna) ha la necessità, il piacere ed il dovere insieme di ri-immergersi nel proprio mondo e nella propria disciplina.
Ragioni di ordine affettivo: non solo di virtualità siamo fatti, ed a volte è importante stare vicino alle persone più care. Specialmente quando hanno bisogno di noi, e negli ultimi tempi, le mie avevano bisogno di me, quanto io di loro.
Ragioni di ordine sociale: la vera community, signori, è là fuori.
Ragioni di ordine personale: diciamolo, se anche tutto quello che ho scritto appena sopra fosse vero, non sarebbe comunque una ragione valida. Bisogna ammettere la distrazione, bisogna fare autocritica, bisogna prendere atto della propria pigrizia, farne ammenda e tornare sui vostri schermi nuova di pacca, presto anche con un packaging più intrigante, perchè no.
Dunque Quattro soldi non è stato aggiornato per quattro mesi, e vi ho anche dato quattro motivazioni.
Adesso rimangono quattro cose da fare:
mettersi al lavoro, trasmettere la propria passione, riprendere i contatti ed imparare dal passato per costruire un futuro migliore.
[questo post resterà in vista per quattro settimane, come benvenuto ai vecchi e ai nuovi lettori]